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>Chi sono questi solopreneur?

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Un interessante articolo apparso su L’espresso qualche settimana fa, mi ha spinto a scovare maggiori informazioni su una nuova categoria di figure sociali: i cosiddetti solopreneur.

I solopreneur sono imprenditori individuali che offrono attività di collaborazione ad aziende, un pò come fossero liberi professionisti. Sono una “specie” esistente perlopiù negli USA, dove addirittura sembra che buona parte delle piccole imprese sia costituita da questo tipo di imprenditori. Potrebbero essere associati ai freelance, che sono dei liberi professionisti, perlopiù copywriter, grafici, giornalisti, creativi e consulenti. In realtà, i solopreneur sembrano avere delle caratteristiche proprie, che portano a considerarli una categoria a sè:

– hanno uno stile di vita proprio. Chi ha già sentito parlare di marketing tribale troverà nei solopreneur una comunità di marchio, o meglio, una comunità legata intorno a un’attività, quella di imprenditore individuale. In questo sito, ad esempio, si trovano prodotti, oggettistica e libri dedicati a chi vuole sposare appieno la causa. Qua, abbiamo la guida per solopreneur, una sorta di manuale di sopravvivenza per tutti quelli del mestiere.

– pongono grande attenzione all’ambiente e al risparmio energetico. Questo vale sia per la loro base di lavoro (casa propria, in genere), dove tutto deve essere improntato alla massima sostenibilità, sia per le aziende per le quali collaborano. I solopreneur scelgono spesso di essere remunerati tramite la partecipazione azionaria in aziende “green”.

– fanno uso massiccio di internet e social network per pubblicizzarsi. I solopreneur gestiscono e comunicano sè stessi come fossero prodotti. Scopo delle attività di self-branding è quello di farsi conoscere, di trovare clienti e fornitori, di mettersi in contatto con altri solopreneur nel mondo per confrontarsi e scovare occasioni di collaborazione.

I solopreneur avviano delle micro-società, gestiscono il proprio sito web e la propria comunicazione, catturano e curano nuovi clienti in completa autonomia. Solo in rari casi si avvalgono di stagisti per delegare alcune operazioni, ma il loro lifestyle gli impone di sviluppare il proprio business senza dipendenti. In ogni caso, i componenti del team a supporto sono selezionati a seconda dell’adesione alla vision e all’etica dei solopreneur.

Una delle cose interessanti è che intorno a queste figure, si è a sua volta sviluppato un’altro business, quello legato agli aspetti motivazionali. Per essere un valido solopreneur non basta avere idee brillanti e le giuste capacità per realizzarle, ma ci vuole una buona dose di autostima. Ecco che, quindi, sono nati diversi siti e manuali di coaching, con tutte le istruzioni per ottenere il massimo da sè stessi. C’è da dire che lo stile di vita e lo spirito “motivazionale”, è proprio della cultura americana dell “how to do“, con i soliti guru che redigono manuali di istruzioni e coach/psicologi che ne descrivono la filosofia (con tanto di test per vedere se si ha il DNA giusto).

Per concludere, i solopreneur sono una categoria che coinvolge tutta una serie di figure (liberi professionisti, singoli imprenditori, giovani start-uppers) che condividono valori precisi, come la professionalità, la sostenibilità ambientale e il rispetto per sè stessi e per le persone con per le quali lavorano. Il tutto condito da una serie di regole e “istruzioni per l’uso” per ottenere successo nel mercato.

Qua da noi, questa particolare categoria di imprenditori non è diffusa (considerando che, a differenza degli USA le piccole imprese sono spesso costituite da manciate di dipendenti), ma sicuramente potrà diffondersi. Alcuni fattori, come la crisi occupazionale e la necessità di reinventarsi, sta portando molti a trovare nuove vie individuali di lavoro creativo.

Eppoi, c’è un aspetto interessante, quello legato alla collaborazione tra elementi della comunità, che in alcuni casi in Italia è già realtà. Parlo di Italian Startup Scene, una gruppo di persone che condivide idee, progetti e conoscenza sull’avviamento di impresa, basata sulla condivisione e sulla collaborazione. Nel gruppo Facebook, ogni giorno, giovani imprenditori, studiosi ed esperti collaborano al flusso continuo di idee e informazioni. Rendendo più facile la vita a chi vuole avviare una start-up: dall’implementazione del progetto, alla raccolta di fondi di finanziamento, alla ricerca di soci e partner. Tutto tramite le potenzialità del web.

Categorie:Uncategorized
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